Le alte temperature degli ultimi giorni hanno provocato gravi danni alle produzioni agrumicole regionali. Legacoop Agroalimentare: “Eventi sempre più intensi, servono misure strutturali di difesa e sostegno”
L’ondata di caldo che ha interessato la Calabria nelle ultime ore sta causando effetti significativi sulle produzioni agrumicole regionali, con danni stimati tra il 30 e il 40 per cento rispetto alla scorsa campagna. Le temperature elevate, unite alla persistenza del fenomeno, hanno provocato ustioni sui frutti e un deterioramento della qualità, compromettendo la resa delle aziende già provate da stagioni difficili.
Secondo quanto riportato da Legacoop Agroalimentare, la situazione non riguarda più episodi isolati, ma un quadro climatico caratterizzato da una crescente intensità degli eventi estremi. Le imprese che avevano investito in sistemi di difesa attiva, come irrigazione di soccorso o ombreggiature, non sono riuscite a contenere completamente gli effetti del caldo anomalo, che ha colpito in particolare le aree agrumicole della fascia ionica e tirrenica.
Le alte temperature hanno accelerato i processi di disidratazione dei frutti, provocando bruciature sulla buccia e un calo della pezzatura. In alcuni casi si registrano anche cadute precoci, con conseguente riduzione della produzione commercializzabile. Le organizzazioni agricole evidenziano inoltre come la combinazione tra stress idrico, aumento dei costi di gestione e volatilità dei mercati stia mettendo in difficoltà molte aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni.
La situazione attuale riporta al centro il tema della resilienza delle filiere agricole calabresi e della necessità di interventi strutturali. Le associazioni di categoria chiedono un rafforzamento delle misure di sostegno, investimenti in tecnologie di protezione climatica e una programmazione più efficace delle risorse destinate alla gestione del rischio. Il cambiamento climatico, sottolineano, non è più un fattore episodico ma una condizione permanente con cui il settore deve confrontarsi.
In attesa di una valutazione definitiva dei danni, le aziende agrumicole guardano con preoccupazione alle prossime settimane, consapevoli che la continuità delle ondate di calore potrebbe aggravare ulteriormente la situazione. La Calabria, tra le principali regioni agrumicole del Paese, si trova così a fronteggiare una nuova sfida che richiede risposte rapide e coordinate



