Doveva essere una formalità estiva, il rinnovo delle cariche del Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio di Calabria IGP. È diventato invece un caso che ha coinvolto la Regione e il Ministero dell’Agricoltura, riportando al centro del dibattito un tema mai davvero risolto nel comparto olivicolo calabrese: chi rappresenta davvero i produttori.
Costituito il 12 aprile 2017 e riconosciuto dal ministero pochi mesi dopo, il Consorzio ha il compito di tutelare il marchio Olio di Calabria IGP, garantirne la tracciabilità e promuoverlo sui mercati. Non è un dettaglio da poco in una regione che, per volumi di produzione olearia, si colloca ai primi posti in Italia. Guidato fin dalla nascita dal presidente Massimino Magliocchi, negli ultimi anni il Consorzio ha puntato molto sulla visibilità del marchio, dall’introduzione di un’etichetta unica per tutte le aziende aderenti fino alla partecipazione alle principali fiere di settore in Italia e in Europa.
L’assemblea ordinaria, convocata per il 7 agosto per il rinnovo delle cariche sociali, dopo l’incontro del 4 agosto tra l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e le principali Organizzazioni di Produttori del comparto olivicolo — tra cui Acoprol, Apounasco, A.O.C., ASPROL, C.V.O., Calabria Olivicola e Olivolio — non si è più tenuta. Le OP hanno sollevato quelle che le fonti ufficiali definiscono “diffuse e motivate criticità” sulle procedure previste per il voto.
I nodi contestati toccano il cuore della governance del Consorzio:
- le modalità di voto, ritenute poco chiare;
- l’applicazione del decreto ministeriale del 3 giugno 2026, che disciplina i requisiti di rappresentatività dei consorzi di tutela;
- la definizione del corpo elettorale, cioè chi ha effettivamente diritto di voto;
- il ruolo degli intermediari nella vita assembleare, questione tutt’altro che scontata;
- la conoscibilità dell’elenco soci, che le organizzazioni chiedevano di poter consultare prima di andare al voto.
Il 6 agosto l’assessore Gallo ha scritto formalmente al Consorzio, inviando la comunicazione per conoscenza anche al MASAF, chiedendo un rinvio dell’assemblea “per il tempo strettamente necessario” a chiarire le criticità sollevate. Nella lettera l’assessore ha richiamato un punto tecnico decisivo: secondo l’articolo 8 del decreto ministeriale, la rappresentatività del Consorzio è condizione essenziale per la conferma dell’incarico da parte del ministero. Un rinnovo delle cariche condotto con procedure contestate avrebbe potuto quindi esporre l’intero ente al rischio di non vedersi confermato il riconoscimento ministeriale.
Il 9 agosto il Consorzio ha accolto la richiesta: assemblea e votazioni sono state rinviate a data da destinarsi. Nella nota diffusa, l’ente ha comunicato che la nuova convocazione arriverà solo una volta definite le modalità organizzative e gli adempimenti necessari.
Il primo a esporsi pubblicamente era stato il presidente regionale di Copagri, Francesco Macrì, che aveva definito il rinvio “assolutamente necessario” insieme alle altre organizzazioni olivicole. Dopo la decisione, gli stessi produttori hanno ringraziato l’assessore Gallo per quello che hanno definito il suo intervento determinante, sottolineando l’importanza di procedure trasparenti “a tutela della rappresentatività del settore”. È stato inoltre annunciato un nuovo incontro tra le parti per individuare un percorso condiviso.
Dietro la vicenda amministrativa si intravede una questione più ampia: il peso reale delle diverse Organizzazioni di Produttori all’interno della governance del Consorzio, in un momento in cui l’olio calabrese punta a consolidare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali attraverso il marchio IGP. Non è un caso che la stessa scarsità di informazioni pubbliche sulla composizione attuale del Consiglio di Amministrazione — a differenza del presidente e del direttore, i nomi dei consiglieri non risultano da fonti facilmente reperibili — sia parte del problema lamentato dalle organizzazioni.
Al momento non è stata fissata una nuova data per l’assemblea. I punti da monitorare nelle prossime settimane sono principalmente tre: se e come cambieranno le regole di voto e i criteri di accesso all’elenco soci; se emergeranno prese di posizione ufficiali da parte del MASAF, finora coinvolto solo come destinatario per conoscenza della corrispondenza; e se il confronto annunciato tra Regione, Consorzio e Organizzazioni di Produttori porterà a un accordo condiviso prima della nuova convocazione.

