Un viaggio nel tempo attraverso il cibo, alla scoperta delle ricette che rischiano di scomparire. È questo il cuore della terza edizione del progetto “Alla ricerca della ricetta perduta – Viaggio nel tempo attraverso il cibo”, promosso dalla Confraternita della Frittola Calabrese – La Quadara APS, associazione impegnata dal 2017 nella tutela e valorizzazione della cultura gastronomica regionale. L’iniziativa ha coinvolto scuole, famiglie, studiosi e istituzioni, con un evento conclusivo ospitato al Museo del Presente di Rende.

Gli studenti come custodi della memoria

Protagonisti del progetto sono stati gli alunni dell’Istituto Comprensivo Rende‑Commenda e dell’Istituto Comprensivo di San Lucido, impegnati in un percorso di ricerca che li ha portati a raccogliere testimonianze, ricette e racconti dalle proprie famiglie. Un lavoro che ha trasformato i più giovani in veri “investigatori della tradizione”, capaci di recuperare piatti, tecniche e gesti che rischiano di perdersi con il passare delle generazioni.

Il presidente della Confraternita, Emilio Iantorno, ha sottolineato come l’iniziativa sia cresciuta nel tempo, diventando un punto di riferimento per la valorizzazione della cucina calabrese e per la trasmissione del patrimonio immateriale alle nuove generazioni.

La sinergia tra scuola e territorio

La collaborazione con il mondo scolastico è stata definita un elemento fondamentale del progetto. La consigliera comunale con delega all’Istruzione, Marinella Castiglione, ha evidenziato l’importanza di vedere gli studenti coinvolti in un percorso che rafforza identità e senso di appartenenza. La dirigente scolastica Simona Sansosti ha ricordato come la scuola sia un luogo privilegiato per custodire e tramandare le radici culturali, favorendo allo stesso tempo il dialogo tra tradizioni diverse.

Il contributo degli esperti

La giornata conclusiva è stata arricchita dagli interventi del geografo Yuri Perfetti, che ha messo in luce il valore educativo del rapporto tra territorio e memoria, e del biologo nutrizionista Mario Sicilia, che ha evidenziato l’importanza della cucina tradizionale calabrese in termini di sostenibilità, equilibrio alimentare e benessere.

Musica, tradizioni e premiazioni

A rendere ancora più coinvolgente l’atmosfera sono state le esibizioni del cantastorie Marco Moccia, che ha interpretato insieme agli studenti due brani simbolo della tradizione musicale calabrese: “A Riturnella” e “Calabrisella mia”. La giornata si è conclusa con la premiazione delle classi partecipanti, un momento vissuto con entusiasmo e orgoglio da studenti e docenti.

Un patrimonio da proteggere

“Alla ricerca della ricetta perduta” si conferma un progetto capace di unire generazioni, valorizzare la memoria familiare e rafforzare il legame tra giovani e territorio. Un percorso che dimostra come la cucina tradizionale non sia soltanto un insieme di sapori, ma un archivio vivente di identità, storie e comunità da custodire e tramandare.

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