ASSESSORE GALLO: «PROGETTO MERITEVOLE, IMPORTANTE RIAVVICINARE I
GIOVANI AL VINO, PUR SEMPRE EDUCANDO AL BERE MODERATO»

Nell’arena a cielo aperto del Parco archeologico di Sibari, teatro del “Calabria in Wine”,
tappa di Vinitaly and the City al Sud, il vino calabrese ha deciso di cambiare voce: non
più il racconto didascalico del terroir o della tradizione, ma la freschezza di uno sguardo
«dai giovani, per i giovani».
Così prende vita “Giovani DOC – Denominazione di Origine Comunicativa”, visione
ideata, scritta e curata da Fa.Ma. Communication & Lobbying, con il supporto e la
collaborazione di qualificati professionisti dell’enologia e che gode del patrocinio e il
sostegno di ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo Agricolo della Calabria).
Le indagini di mercato lo confermano: tra gli under 35 europei il consumo abituale di
vino cala, mentre cresce la domanda di bevande percepite come più leggere, sostenibili e
“social-friendly”. Per restare rilevante, il vino deve dunque diventare emozione e stile di
vita condiviso.
«Ci siamo chiesti perchè il mondo del vino, che è un mondo bellissimo, non sembri più
attrattivo per i giovani – spiega Manuela Iatì, co-ideatrice e project manager – e abbiamo
dunque pensato a un progetto che, usando il linguaggio dei giovani, potesse dirci cosa i
giovani pensino e come vorrebbero fosse raccontato il vino. Abbiamo studiato una serie
di azioni che metteremo in atto da qui alle prossime settimane, per coinvolgere
direttamente i giovani e aiutare anche le Istituzioni e le cantine a capire come intervenire
e agire per avvicinare le nuove generazioni al vino, sempre nel rispetto di un bere
responsabile».
«Il nome lo dichiara con limpida evidenza: Giovani DOC – Denominazione di Origine
Comunicativa – trasferisce la “certificazione d’origine” dal calice al racconto» osserva la
co-ideatrice e project-manager Fabrizia Arcuri. «Ambiamo a un cambio di paradigma:
preservare il tessuto identitario dei nostri territori, ma declinarlo nei registri digitali più
celeri, così da congiungere radici secolari e immaginari contemporanei. Non mera
strategia di marketing, bensì autentica rigenerazione culturale».
E’ qui, dunque, che interviene “Giovani DOC”, che – come la sigla DOC per i prodotti –
certifica l’autenticità del racconto. Affidata alla Generazione Z la storia del vino si
trasfigura in linguaggio culturale, dove identità, memoria e paesaggio convergono nei
codici visivi, rapidi e cangianti dell’ecosistema digitale – spazio privilegiato delle nuove
generazioni – intercettandone aspirazioni, immaginario e quotidianità.
Nell’area talk della kermesse, il primo “sassolino nello stagno” è stato così lanciato, con
la presenza di ospiti importanti.
Michele Farruggio, business winery manager con lunga esperienza nelle principali
cantine di Veneto e Toscana, richiama la necessità, per il mondo del vino italiano, di
«cambiare rotta e iniziare un nuovo percorso meno autoreferenziale, meno tecnico, meno
tradizionale e iniziare finalmente a parlare non più solo di prodotti, ma anche di stile di
vita, di emozioni, di immagini, allegria e gioia che il vino può e deve rappresentare, per i
giovani, ma non solo». E, quanto alla Calabria, aggiunge: «Da 25 anni lavoro in aziende
importanti e, sia come general manager che come commerciale, mi sono occupato
soprattutto di mercati esteri. Il vino italiano ha una sua circolarità: c’è stato il periodo
della Sicilia, del Veneto, della Puglia. Ora è il periodo della Calabria e bisogna perciò
battere il chiodo adesso, perché la Calabria per troppi anni non è stata considerata una
regione vitivinicola di eccellenza. Quindi è un bene che le Istituzioni si stiano dando
molto da fare con eventi come questo».
Matteo Maggiorese, agente de Il Sole 24 ORE, di cui Fa.Ma. Communication è business
partner, rimarca invece come il valore di una comunicazione efficace dipenda sempre più
dalla qualità misurabile dei contenuti che produce, ma anche dal sapere “fare rete”.
«Essere qui come Sole24Ore significa assumere una responsabilità a favore del territorio,
ricco di potenzialità che devono essere sviluppate – dice – Sapere che la Regione sostiene
progetti come questo di Fa.Ma. e crede che questo sia il momento giusto per piazzare il
nostro prodotto di estrema qualità a livello internazionale è un’ottima partenza. Ma
soprattutto fare insieme e crederci è il risultato migliore che si possa ottenere e lo stiamo
vedendo anche con questa grandissima manifestazione di Sibari».
A chiudere la cornice istituzionale l’intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura
Gianluca Gallo, che evidenzia l’importanza strategica di porre il patrimonio enologico
calabrese nelle mani creative dei giovani, trasformando un bene agricolo in leva culturale
e reputazionale per l’intera regione.
«Partecipo volentieri a questo talk – esordisce l’Assessore – perché ritengo che arrivare ai
giovani, che spesso consumano superalcolici saltando il rapporto con il vino, sia un
argomento importante, una sfida importante da raccogliere. Meglio certamente un
bicchiere di vino che non un cocktail e questa educazione dobbiamo infonderla ai
giovani, soprattutto calabresi. Accolgo quindi favorevolmente questo progetto, a nostro
avviso meritevole di sostegno, e per questo lavoreremo, magari su un impegno
pluriennale sulla formazione dei giovani, naturalmente al bere con moderazione, ma
partendo da un prodotto identitario e della tradizione come il vino.
Spero dunque – conclude – si possa presto realizzare. Siamo d’altronde sempre aperti a
iniziative che provengono dal territorio e cerchiamo di tradurle in atti concreti. Perché
qui, da dove tutto è cominciato, 3000 anni fa si vinificava quando altri facevano cose
diverse».
Concretamente, l’iniziativa sarà presto svelata nei suoi dettagli. Unica anticipazione è che
partirà un “contest” dedicato agli under 40, preceduto da un’apposita campagna
promozionale che vedrà, anch’essa, i giovani protagonisti, con l’obiettivo di arrivare al
Vinitaly 2026 con la nascita di un hub permanente di creatività al servizio della
vitivinicoltura italiana.

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