La seconda giornata di “Vinitaly and the City – Calabria in Wine 2026” ha confermato la forza e la varietà di una manifestazione che, anche quest’anno, sta trasformando il Parco Archeologico di Sibari in un laboratorio culturale, tecnico e divulgativo dedicato al vino, alla biodiversità e alle eccellenze agroalimentari del Mediterraneo. Un programma fitto che, dalle 18 fino a notte inoltrata, ha coinvolto istituzioni, scuole, consorzi, esperti, chef, giornalisti e produttori, in un percorso capace di intrecciare formazione, innovazione e valorizzazione dei territori.

Sul palco centrale la giornata si è aperta con un focus su agroecologia e viticoltura biologica, tema sempre più decisivo per affrontare i cambiamenti climatici e rendere le produzioni regionali più competitive sui mercati. Ne hanno discusso, tra gli altri, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani e l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha ribadito l’impegno della Calabria nel sostenere modelli produttivi innovativi e sostenibili.

A seguire, spazio al confronto tra Regione e mondo scolastico, con dirigenti, docenti e rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Ordine degli Agronomi. Al centro del dibattito la formazione tecnica, le competenze professionali e il ruolo delle nuove generazioni nella filiera agroalimentare, in una prospettiva di crescita e continuità generazionale.

La serata è entrata poi nel vivo con il cooking show di Francesco Mazzei, affiancato da Peppone Calabrese, e con l’attesissimo intervento del maestro Iginio Massari, protagonista di un racconto dedicato alla “Calabria straordinaria”, tra tradizione dolciaria e innovazione.

Parallelamente, l’Area Masterclass ha ospitato degustazioni di alto profilo: dalle bollicine venete premiate al Concours Mondial de Bruxelles, ai vignaioli indipendenti della FIVI, fino a un viaggio enologico nella Basilicata. Un percorso tecnico che ha richiamato appassionati e operatori del settore.

Nel Teatro della Biodiversità la serata ha esplorato i temi dell’identità territoriale, della governance e dell’innovazione, con interventi dedicati ai vini dei vigneti eroici, alle diverse sfumature del rosato di Cirò e alla ricchezza dei vitigni autoctoni calabresi: dal Gaglioppo al Magliocco, dal Greco Nero al Nerello Mascalese.

Tra i momenti più significativi della giornata si sono distinti i due panel dedicati alle competenze professionali per il rilancio della viticoltura nel Mezzogiorno e al progetto “Viti di Calabria”, finalizzato al recupero e alla tutela dei vitigni antichi della regione. In entrambi gli appuntamenti è intervenuta la direttrice generale dell’Arsac (Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese), Fulvia Michela Caligiuri, che ha offerto una lettura del comparto vitivinicolo calabrese come sistema in trasformazione, ancora legato alla tradizione ma sempre più orientato verso strumenti di ricerca e innovazione.

Caligiuri ha posto l’accento sul ruolo dell’Agenzia come punto di raccordo tra mondo scientifico, imprese e territorio, sottolineando come il recupero dei vitigni antichi non sia solo un’operazione di tutela della biodiversità, ma anche una leva strategica per la competitività delle aziende calabresi sui mercati nazionali e internazionali. Nel suo intervento ha richiamato l’importanza di investire su formazione e trasferimento tecnologico verso i produttori, elementi che considera indispensabili per costruire una filiera vitivinicola moderna, capace di valorizzare l’identità dei territori senza rinunciare a standard qualitativi competitivi. Un contributo che è stato accolto come una delle testimonianze più organiche della giornata sul futuro del settore in regione.

Nell’Area Talk si è discusso di semplificazioni normative per le imprese del vino e di sicurezza alimentare, ed è stato presentato il libro “Il Moscato di Saracena. Storie di donne e di uomini”. I Wine Talk condotti da Sissi Baratella hanno invece proposto approfondimenti su storia, cultura e progetti di valorizzazione vitivinicola.

Grande partecipazione anche nell’area Social Garden, tra giochi, degustazioni e podcast live, e all’Oil Bar, dove l’olio extravergine di oliva è stato protagonista di talk, degustazioni e presentazioni di progetti dedicati alla sua cultura, con la partecipazione di Pandolea, istituti scolastici e amministratori locali.

A chiudere la giornata, l’Agorà GAL ha animato la serata con creazioni gastronomiche, dolci tipici, abbinamenti territoriali e racconti di biodiversità provenienti da tutte le aree della Calabria, confermando la ricchezza di una regione che, attraverso il vino e il cibo, continua a raccontare la propria identità.

La seconda giornata di “Vinitaly and the City 2026” si chiude dunque con un bilancio positivo, tra ampia partecipazione, contenuti di qualità e una rete di protagonisti che sta contribuendo a rafforzare il ruolo della Calabria nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale

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