Agricoltura calabrese sotto pressione: il presidio di San Marco Argentano rilancia la protesta

Il Movimento Territorio e Agricoltura annuncia la prosecuzione della mobilitazione. Al centro della protesta i costi di produzione, la svalutazione dei prodotti agricoli locali e le difficoltà delle aziende del territorio.

Il presidio del Movimento Territorio e Agricoltura (MTA) di San Marco Argentano prosegue la propria mobilitazione e conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando gli agricoltori. La decisione arriva dopo il mancato via libera delle istituzioni al sit-in previsto nei pressi dello svincolo Ferramonti di Tarsia, diniego motivato, secondo quanto riferito, da ragioni di sicurezza legate al transito dei mezzi pesanti.

Una decisione che, tuttavia, non ha fermato la protesta. I rappresentanti del presidio, Davide Paletta e Vincenzo Miraglia, coordinati da Matteo Talarico, ribadiscono la necessità di interventi urgenti per affrontare una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica delle imprese agricole.

Tra le principali criticità denunciate dal movimento figurano il costo elevato del gasolio agricolo, i rincari dei fertilizzanti e delle altre materie prime indispensabili per la produzione. A pesare ulteriormente sui bilanci aziendali è la difficoltà di ottenere prezzi remunerativi per le produzioni locali, che secondo i manifestanti subiscono una forte svalutazione anche a causa della concorrenza sleale e dei prezzi riconosciuti ai produttori lungo la filiera commerciale.

Una situazione che rischia di compromettere la capacità delle aziende di sostenere i costi di lavorazione, garantire la continuità produttiva e assicurare un reddito adeguato agli agricoltori. Il timore è che, senza misure tempestive, le imprese più fragili siano costrette a ridurre le attività, con ripercussioni sull’economia rurale e sull’occupazione del territorio.

Il MTA rivolge quindi un appello alla classe dirigente locale e nazionale e alle principali associazioni di categoria del comparto agricolo attive in Calabria, chiedendo di accelerare il confronto e individuare soluzioni concrete alle emergenze segnalate. Tra le priorità indicate figurano il contenimento dei costi di produzione, la tutela del reddito degli agricoltori e il riconoscimento di un valore più equo alle produzioni locali.

La mobilitazione, assicurano i rappresentanti del presidio, proseguirà a oltranza fino a quando non arriveranno risposte ritenute adeguate alle richieste avanzate.

Il messaggio del movimento è chiaro: gli agricoltori chiedono di essere ascoltati e di non essere lasciati soli di fronte a una crisi che investe l’intera filiera agroalimentare. In assenza di impegni verificabili e interventi concreti, avvertono i manifestanti, il divario tra istituzioni, organizzazioni di categoria e base agricola rischia di ampliarsi ulteriormente.

Per il presidio di San Marco Argentano, la protesta non riguarda soltanto il prezzo del gasolio, ma il futuro stesso dell’agricoltura locale e la possibilità, per chi lavora la terra, di continuare a produrre senza essere schiacciato dall’aumento dei costi e dalla scarsa remunerazione dei raccolti.

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