Il 1° e 2 ottobre la Calabria ospita due giornate gratuite di formazione per olivicoltori, tecnici, agronomi e frantoiani. Si parte dagli oliveti dell’azienda agricola Statti, a Lamezia Terme, e si chiude alla Cittadella regionale di Catanzaro. Al centro ci sono potatura, meccanizzazione, nutrizione delle piante, qualità dell’olio extravergine e mercati.
L’iniziativa si chiama Academy Olivo in Campo Calabria. È promossa da Regione Calabria e ARSAC, l’agenzia regionale per i servizi in agricoltura, con Edizioni L’Informatore Agrario. È stata presentata in conferenza stampa alla Cittadella regionale.
Secondo ARSAC, l’olivicoltura arriva a questo appuntamento in una fase delicata. Pesano criticità strutturali che hanno ridotto nel tempo la capacità produttiva, l’andamento delle quotazioni dell’extravergine e gli effetti dei cambiamenti climatici sulla fisiologia e sullo stato fitosanitario della pianta. Nella presentazione si parla anche di giacenze e di liquidità per le imprese.
La risposta scelta è la conoscenza. Antonio Boschetti, direttore responsabile de L’Informatore Agrario, ha ricordato che formazione e innovazione non sono più facoltative.
L’idea è portare l’aggiornamento tecnico dove nasce la produzione, con contenuti che si possano applicare subito in azienda.
1° ottobre: dimostrazioni tra gli olivi a Lamezia Terme
La prima giornata è dedicata agli aspetti agronomici. Alle 9.30, negli oliveti dell’azienda Statti, è prevista una visita tecnica guidata, organizzata con il supporto della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali della Calabria. Si vedranno soluzioni per la gestione degli impianti: dalla potatura alla raccolta meccanizzata, dall’irrigazione agli strumenti che aiutano a decidere quando e come intervenire.
Nel centro aziendale seguono quattro workshop:
- 11.45, meccanizzazione di raccolta e potatura. Come rendere più efficienti le operazioni negli impianti.
- 14.30, genotipo e sistema di impianto. Il rapporto tra varietà e modello di impianto, con attenzione alle esigenze irrigue.
- 15.45, fisiologia e stato fitosanitario dell’olivo. Gli effetti del clima che cambia sulla pianta, compreso il tema Xylella fastidiosa, il batterio che provoca il disseccamento degli olivi.
- 17.00, nutrizione dell’olivo. Dalle scelte da fare prima dell’impianto alle esigenze della pianta in allevamento e in piena produzione.
2 ottobre: qualità, mercati e frantoio a Catanzaro
Alla Cittadella regionale Jole Santelli il programma passa a valore e mercato. Alle 10.30 si parla di certificazioni IG e BIO come leve di marketing per l’olio d’oliva, con una tavola rotonda con i rappresentanti delle indicazioni geografiche calabresi. Alle 11.45 si analizzano l’andamento del mercato internazionale, i prezzi e lo scenario di impianti e consumi.
Alle 14.30 è il momento delle case history di olivicoltori che hanno affiancato alla coltivazione un proprio frantoio. Raccontano perché hanno scelto di trasformare in azienda e come hanno realizzato il progetto.
Alle 15.30 chiude il convegno «Il ruolo dell’olivicoltura nell’economia agricola del Centro-Sud Italia». Sono previsti rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, gli assessori regionali all’Agricoltura di Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia e le associazioni di categoria. Le conclusioni sono affidate al ministro Francesco Lollobrigida.
La partecipazione è gratuita, ma serve iscriversi dalla pagina del programma sul sito di L’Informatore Agrario: PROGRAMMA – Academy Olivo in campo
Il programma tiene insieme ciò che spesso viene affrontato separatamente. La qualità dell’extravergine dipende dalle scelte in oliveto, dalla potatura alla nutrizione, e poi dalla capacità di raccontarla e venderla con certificazioni, prezzi e filiera corta. Per i produttori calabresi, l’Academy è un’occasione per confrontarsi con tecnici e colleghi su tutta questa catena.
Resta da vedere quanto il confronto si tradurrà in scelte concrete: nuovi impianti, potature più efficienti, frantoi aziendali, strategie di valorizzazione. Il segnale è comunque netto: la partita dell’olio calabrese si gioca anche sulle competenze di chi lavora nei campi.



